Ordine: tempo della storia e tempo del racconto

Copertina dell'edizione tascabile degli Exercises de style di Raymond Queneau (Èditions Gallimard, Paris)
Copertina dell’edizione tascabile degli Exercises de style di Raymond Queneau (Èditions Gallimard, Paris)

Premessa terminologica: la forma che assume un testo narrativo verrà chiamata RACCONTO, mentre il contenuto verrà chiamato STORIA.

Il tempo della STORIA è determinato da una struttura cronologico-causale; lo possiamo immaginare come una retta nella quale si collocano le azioni narrate.

=== 1. === 2. === 3. ============= 4. === 5. ==⇒

Il tempo del RACCONTO rappresenta il modo in cui la STORIA viene raccontata, con salti, rallentamenti, anticipazioni, flash back. È quello che alcuni chiamano intreccio (mentre la STORIA viene intesa come fabula).

Nulla vieta che i due ordini, nei casi più semplici, coincidano:

tS = tR

(ovvero, per i logico-matematici: tS / tR = k)

Avremo così un testo narrativo con un RACCONTO CRONOLOGICO, superlineare, come l’esempio della retta di cui sopra.

Talvolta, invece, il RACCONTO è più complesso e più ricco della STORIA e rispetto ad essa è modificato da spostamenti in avanti, inversioni, salti, ecc. Quindi tempo della STORIA e tempo del RACCONTO non coincidono:

tS ≠ tR

(ovverosia, sempre per i logico-matematici: tS / tR ≠ k).

Avremo così un testo narrativo con un RACCONTO ANACRONICO, nel quale compaiono due figure particolarmente importanti. Si tratta di quei salti o sguardi all’indietro (ricordi, spiegazioni, flash back) chiamati analessi o in avanti (previsioni, anticipazioni) chiamati prolessi.

Sembra qualcosa di molto complicato, ma in realtà noi stessi, raccontando un qualsiasi avvenimento che ci è capitato, possiamo fare uso di analessi e di prolessi. Ce lo ricorda Umberto Eco in un suo famoso saggio:

Accade anche quando qualcuno ci racconta un fatto qualsiasi: “Senti questa, ieri ho incontrato Piero, forse ti ricordi, è quello che due anni fa andava a correre tutte le mattine (analessi). Bene, era pallido, e ti dirò che ho capito solo dopo il perché (prolessi), e mi dice – ah, avevo scordato di dirti che quando l’ho visto stava uscendo da un bar, ed erano solo le dieci di mattina, capisci (analessi) – dunque Piero mi dice che – mio Dio, ti sfido a indovinare che cosa mi ha detto (prolessi) –  dunque mi dice che…” (Umberto Eco, Sei passeggiate nei boschi narrativi, Bompiani, Milano, 1994).

Non c’è due senza tre, così, accanto a RACCONTO CRONOLOGICO e RACCONTO ANACRONICO possiamo trovare, eccezionalmente, il RACCONTO ANTICRONOLOGICO dove tR (ormai dovresti afferrare al volo ciò che intendo) non solo non coincide, ma è del tutto ribaltato rispetto a tS. In questo caso gli esempi in letteratura sono pochi e si tratta quasi sempre di sperimentazioni di scrittura creativa. Te ne propongo uno classico: si trova negli Esercizi di stile di Raymond Queneau (la stessa STORIA è raccontata seguendo un ordine superlineare – in Notazioni – e ribaltato – in Retrogrado)

Notazioni

Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: «Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.

Retrogrado

Dovresti aggiungere un bottone al soprabito, gli disse l’amico. L’incontrai in mezzo alla Cour de Rome, dopo averlo lasciato mentre si precipitava avidamente su di un posto a sedere. Aveva appena finito di protestare per la spinta di un altro viaggiatore che, secondo lui, lo urtava ogni qualvolta scendeva qualcuno. Questo scarnificato giovanotto era latore di un cappello ridicolo. Avveniva sulla piattaforma di un S sovraffollato, di mezzogiorno. (Raymond Queneau, Esercizi di stile, Einaudi, Torino, 1983).

Un altro esempio anticronologico, filmico questa volta:

Annunci

Un pensiero su “Ordine: tempo della storia e tempo del racconto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...