Salvatore Quasimodo, “Ai quindici di Piazzale Loreto”

bolledicultura

Esposito, Fiorani, Fogagnolo,
Casiraghi, chi siete? Voi nomi, ombre?
Soncini, Principato, spente epigrafi,
voi, Del Riccio, Temolo, Vertemati,
Gasparini? Foglie d’un albero
di sangue, Galimberti, Ragni, voi,
Bravin, Mastrodomenico, Poletti?
O caro sangue nostro che non sporca
la terra, sangue che inizia la terra
nell’ora dei moschetti. Sulle spalle
le vostre piaghe di piombo ci umiliano :
troppo tempo passò. Ricade morte
da bocche funebri, chiedono morte
le bandiere straniere sulle porte
ancora delle vostre case. Temono
da voi la morte, credendosi vivi.
La nostra non è guardia di tristezza,
non è veglia di lacrime alle tombe:
la morte non dà ombra quando è vita.

Salvatore_Quasimodo_1959 Il poeta Salvatore Quasimodo

COMMENTO:

Il disastro della Seconda Guerra Mondiale rappresenta una svolta nel percorso di Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura nel 1959. All’astrattezza e oscurità di gusto ermetico tipiche del primo Quasimodo, subentrano tematiche civili e un linguaggio più concreto…

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