Secondo Ottocento #2. Il Risorgimento italiano

Il Quarantotto in Italia

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Appello alla gioventù milanese comparso sui muri di Milano il 20 marzo 1848

Nel 1848 l’insurrezione scoppiata a Palermo contro il governo borbonico si estese a Milano; qui l’esercito austriaco comandato dal maresciallo Radetzsky dovette abbandonare il capoluogo lombardo. Si trattò di un’autentica battaglia di popolo: parteciparono giovani e vecchi, uomini e donne, poveri e ricchi. Molti sovrani della penisola, temendo l’estendersi del furore popolare, concessero una carta costituzionale che però successivamente avrebbero abolito. L’unica a rimanere sarà lo Statuto albertino di Carlo Alberto di Savoia, sovrano del Regno di Sardegna. Intanto un gruppo di patrioti guidati da Daniele Manin aveva ripristinato la Repubblica di Venezia e a Roma era stata instaurata la Repubblica romana.

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L’Italia al tempo della prima guerra d’indipendenza

Tuttavia, dopo la sconfitta di Carlo Alberto nella prima guerra d’indipendenza contro l’Austria, tutte le Repubbliche decaddero e i sovrani ripresero il trono.

Per approfondire

Cavour e il decennio di preparazione

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Francesco Hayez, Ritratto di Camillo Benso, conte di Cavour

Carlo Alberto aveva abdicato in favore del figlio Vittorio Emanuele II. Questi aveva nominato come primo ministro Camillo Benso conte di Cavour, un nobile moderno, che aveva viaggiato in tutta Europa. Egli aveva studiato le tecniche di sviluppo economico dell’Inghilterra, pertanto migliorò l’agricoltura nel Regno di Sardegna e fece costruire ferrovie, strade, canali, i porti di Genova e della Spezia. In politica estera, si alleò con la Francia dell’imperatore Napoleone III.

Per approfondire:

La seconda guerra d’indipendenza

All’inizio del 1859 da ogni parte d’Italia si unirono all’esercito piemontese volontari, anche lombardi e veneti; l’Austria ordinò (con un ultimatum) di sciogliere tali reparti, altrimenti sarebbe stata la guerra. Vittorio Emanuele II e Cavour non aspettavano altro, le truppe di Napoleone III si unirono all’esercito del Regno di Sardegna e insieme sconfissero l’esercito austriaco. Tuttavia Napoleone III, per le molte perdite umane subite, firmò l’armistizio con l’Austria che conservava il Veneto e cedeva al Piemonte la Lombardia.

Per approfondire:

L’Italia unita

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Ritratto fotografico di Giuseppe Garibaldi

Nel 1860 Garibaldi, patriota mazziniano che aveva a lungo combattuto in America Latina, con un gruppo di mille volontari fece una spedizione militare per liberare il Regno delle Due Sicilie dai Borboni e lo Stato pontificio dal Papa. L’avanzata dei Mille era accompagnata da rivolte di contadini che speravano non solo la libertà dai Borboni ma anche la distribuzione delle terre comuni. Garibaldi riuscì a liberare la Sicilia e il sud dell’Italia. Voleva proseguire per Roma, ma venne fermato da Vittorio Emanuele II: egli temeva l’intervento del cattolico Napoleone III in difesa dello Stato pontificio. Il re di Sardegna intanto occupava l’Umbria e le Marche. Nell’autunno del 1860 gli abitanti delle Marche, dell’Umbria e del Regno delle Due Sicilie attraverso un voto popolare (plebiscito) si unirono al regno di Sardegna; precedentemente erano stati annessi i ducati emiliani e il Granducato di Toscana.

Si era formato un unico Regno d’Italia con il re Vittorio Emanuele II (17 marzo 1861).

Per approfondire:

  • La spedizione dei Mille
  • Slideshow di Quarto dei Mille, Genova (fotografie scattate da Romano Piaga nell’autunno del 2012).

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E dopo il ripasso, mettiti alla prova!

Rispondi alle seguenti domande:
  1. Dove si estese l’insurrezione scoppiata a Palermo?
  2. Che cosa concessero molti sovrani della penisola?
  3. Chi era il primo ministro del Regno di Sardegna?
  4. Che cosa conservava l’Austria dopo l’armistizio?
  5. Chi era Garibaldi?
  6. Quale parte dell’Italia riuscì a liberare Garibaldi?
  7. Chi fu il primo re del Regno d’Italia?
Vero o falso?
  1. Molti sovrani della penisola concessero una carta costituzionale.
  2. Carlo Alberto nominò Cavour primo ministro.
  3. Cavour si alleò con l’Inghilterra.
  4. Napoleone III firmò l’armistizio con l’Austria.
  5. L’Austria, dopo l’armistizio, conservava il Veneto e la Lombardia.
  6. Garibaldi riusci a liberare la Sicilia e il sud dell’Italia.

Secondo Ottocento #1. Il Quarantotto

Il romanticismo

Nel XIX secolo in Europa si affermò il romanticismo. Diversamente dall’illuminismo, che metteva al centro la ragione, per il romanticismo era fondamentale il sentimento. Nato come movimento culturale, ne facevano parte poeti, musicisti, pittori, ebbe anche un valore politico. Erano romantici quanti lottavano per la libertà dei popoli e l’indipendenza delle nazioni.

Per approfondire:

Italia_1815Mazzini e il nazionalismo

Al Congresso di Vienna (1814-15) l’Europa era stata organizzata in base ai diritti dei sovrani, dimenticando quelli dei popoli: i confini degli Stati non rispettavano le varie nazionalità. Ad esempio gli Italiani erano divisi in molti Stati, mentre avrebbero avuto diritto a vivere in uno Stato unico.

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Giuseppe Mazzini

A questo scopo si dedicò Giuseppe Mazzini, patriota genovese (1805-1872). Lottò per fare dell’Italia una repubblica, unita e indipendente. Nel 1831 fondò l’associazione Giovine Italia.

Per approfondire:

Socialismo e comunismo

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Karl Marx

Socialisti si chiamarono quanti lottavano in favore dei poveri e degli oppressi, perché le ricchezze prodotte nelle fabbriche venissero distribuite in modo giusto. Il salario degli operai (che costituivano il proletariato) era troppo basso in confronto ai guadagni, ai profitti quindi, dei padroni delle fabbriche (i capitalisti). Per i socialisti tutti gli operai del mondo dovevano allearsi (concetto che superava il limite del nazionalismo).

Molti socialisti accettarono con entusiasmo le teorie del tedesco Karl Marx. I proletari dovevano combattere uniti contro lo sfruttamento, per creare un sistema economico basato non sulla proprietà privata (capitalismo), ma sulla comunione dei beni (comunismo).

Per approfondire:

Il 1848

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La rivoluzione a Palermo (12 gennaio 1848) in un’incisione dell’epoca

La situazione in Europa era molto difficile. Nel gennaio del 1848 l’incendio della rivoluzione scoppiò a Palermo, nel Regno delle Due Sicilie, estendendosi poi alla penisola. Alla fine di febbraio gli insorti parigini, guidati da liberali e socialisti. cacciarono il re e proclamarono la repubblica. Si ribellarono anche Praga e Budapest, nell’Impero austriaco, chiedendo la costituzione e l’indipendenza. Notevole fu la partecipazione popolare che coinvolgeva anche gli abitanti delle campagne e le donne.

Fu la stagione delle costituzioni e della speranza di vedere realizzati gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità della Rivoluzione francese, speranze che finirono nel sangue. In Francia prevalsero i liberali e gli operai socialisti furono condannati a morte o ai lavori forzati. Gli eserciti della Santa Alleanza riportarono l’ordine in Europa e le costituzioni furono cancellate quasi ovunque. Fu un totale fallimento, ma i re avevano capito che dovevano cambiare il loro rapporto con i sudditi e, nel periodo successivo, furono ripristinate o ampliate le costituzioni che erano state date durante le rivoluzioni.

Mappe concettuali:

…e dopo il ripasso, mettiti alla prova!

Rispondi alle seguenti domande.
  1. Che cosa era fondamentale per il romanticismo?
  2. Per che cosa lottò Giuseppe Mazzini?
  3. Chi erano i socialisti?
  4. Dove scoppiò l’incendio della rivoluzione?
  5. Che cosa fecero gli insorti parigini?
  6. Che cosa chiedevano Praga e Budapest?
Vero o falso?
  1. Il romanticismo ebbe anche un valore politico.
  2. L’Europa era stata organizzata in base ai diritti dei popoli.
  3. Molti socialisti accettarono il marxismo.
  4. Nelle rivoluzioni del 1848 fu notevole la partecipazione popolare.
  5. I re capirono che doveva cambiare il loro rapporto con i sudditi.