Introduzione all’analisi della frase complessa

Che cos’è la proposizione (o frase semplice)?

È un insieme di parole di senso compiuto costruito secondo le regole della lingua italiana con un solo predicato e delimitato da un segno di punteggiatura forte (./!/?/:/;).  NB. Un solo predicato, non un solo verbo, perché alcuni predicati sono costituiti da più voci verbali. Formano infatti un solo predicato, pur essendo costituiti da più verbi:

  • i verbi servili: potere, dovere, volere + l’infinito cui si accompagnano. NB. i servili sono verbi che si uniscono sempre all’infinito di un altro verbo con la funzione di esprimere l’idea di necessità, possibilità o desiderio. NB2. Oltre a potere, dovere e volere possono avere funzione servile verbi come sapere (nel senso di “essere in grado di”), desiderare, preferire, osare;
  • i verbi fraseologici + il verbo al modo indefinito (infinito o gerundio) cui si accompagnano: verbi che oltre ad avere un significato proprio si possono accompagnare ad un verbo di modo indefinito per esprimere particolari sfumature di significato, ovvero il fatto che un’azione sia
    • prossima ad iniziare (sto per/ mi accingo a/ sono sul punto di), 
    • inizi (comincio a/ inizio a);
    • si stia svolgendo (sto viaggiando);
    • duri nel tempo (continuo a/ insisto a);
    • finisca (smettere di, cessare di/ terminare di);
    • sia tentata (provare a/cercare di/ sforzarsi di);
    • venga fatta fare o lasciata fare etc.

Che cos’è il periodo (o frase complessa)?

È un insieme di proposizioni di senso compiuto costruito secondo le regole della lingua italiana, delimitato da un segno di interpunzione forte con più di un predicato (. /!/ ?/:/;) (ha tanti predicati quante sono le proposizioni che lo compongono).

Che cos’è la sintassi?

Dal greco súntaxis = “ordinare insieme”, la sintassi è quella parte della grammatica che studia:

  • le relazioni tra le parole che compongono una proposizione + la funzione logica svolta dalle parole di una proposizione (= quale rapporto c’è tra le parole di una proposizione e che informazioni ci danno le parole di una proposizione). La relazione tra le parole che compongono una proposizione + la funzione logica svolta dalle parole di una proposizione si studia facendo l’analisi logica della frase semplice;
  • le relazioni tra le proposizioni che compongono un periodo + la funzione logica svolta dalle proposizioni che compongono un periodo (= quale rapporto c’è tra le proposizioni di un periodo per formare un periodo e che informazione ci danno le proposizioni di un periodo). Le relazioni tra le proposizioni che compongono un periodo + la funzione logica svolta dalle proposizioni che compongono un periodo si studiano facendo l’analisi logica del periodo.

Che cos’è la sintassi del periodo?

Per studiare le relazioni che intercorrono tra le proposizioni di un periodo e la funzione logica svolta da ognuna di essa bisogna prima di tutto saperle isolare (capire quante sono e dividerle una dall’altra).

Come faccio a capire da quante proposizioni è formato un periodo? Basta che conti i predicati presenti nel periodo (infatti abbiamo detto che un periodo ha tanti predicati quanti sono le proposizioni che lo compongono).

Parliamo sempre di predicati e non di verbi!

Esercizio. Dopo aver individuato i predicati delle seguenti frasi, sottolinea in rosso le frasi semplici e in blu i periodi, avendo cura di specificare da quante frasi è formato ciascuno di essi e qual è la proposizione principale di ognuno.

  1. Maria e Luisa, le cugine di mia madre, sono sempre state molto belle.
  2. Lo sanno tutti che Luigi gioca sempre, ma non vince mai.
  3. Prendi l’ombrello perché comincia a piovere e non vorrei che ti bagnassi.
  4. Stavo viaggiando sull’autostrada quando mi è giunta la notizia.
  5. Studiando sarai promosso.
  6. Il nonno legge il giornale tutti i giorni.
  7. Spero che la smetta di dire stupidaggini perché sto per scoppiare.
  8. Non voglio andare a Milano con lo zio.
  9. La città di Venezia è famosa in tutto il mondo per i suoi canali.
  10. Marco è stato eletto rappresentante di classe per la sua simpatia.
  11. Marco è stato eletto rappresentante di classe perché è simpatico, ma non so se riuscirà a svolgere bene il suo compito.
  12. La contessa ha fatto potare al giardiniere tutte le rose del parco.
  13. Sulla copertina del libro di antologia c’è una bellissima illustrazione colorata, che mi ricorda un quadro che ho visto a casa di mia zia.
  14. Quando sono piccoli, tutti i fratelli litigano.
  15. Ho provato a fare il compito, ma era troppo difficile.
  16. Smetti di ridere!
  17. Renzo e Lucia dovettero lasciare il loro villaggio a causa di don Rodrigo.
  18. Pensavo che sapessi che non so nuotare.
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I complementi indiretti (primo gruppo)

I complementi indiretti del primo gruppo sono:

  • il complemento di specificazione
  • il complemento partitivo
  • il complemento di denominazione
  • il complemento di termine
  • il complemento d’agente e di causa efficiente

Il complemento di specificazione

Lorenzo è appassionato di videogiochi.

  • Definizione: il complemento di specificazione serve a precisare il concetto espresso dall’elemento cui si riferisce.
  • Risponde alle domande: di chi? di che cosa?
  • È introdotto dalla preposizione di, semplice o articolata.

Può dipendere:

  • da nomi  La luce del sole illumina il mattino.
  • da verbi  Fidati di me.
  • da aggettivi  Sono inesperto di calcio.

Può esprimere:

  • una specificazione possessiva, quando stabilisce un rapporto di possesso col nome da cui dipende  La quinta sinfonia di Beethoven.
  • una specificazione esplicativa, quando specifica il concetto generico del termine da cui dipende  L’esercizio di grammatica.
  • una specificazione attributiva, quando determina una qualità del nome da cui dipende e può essere trasformato in aggettivo  Le trasmissioni della sera = le trasmissioni serali.

Il complemento partitivo

Filippo è il primo della classe.

  • Definizione: il complemento partitivo indica il tutto o l’insieme di cui fa parte la persona, l’animale o la cosa di cui si parla.
  • Risponde alle domande: tra chi? tra che cosa?
  • È introdotto dalle preposizioni: di, tra, fra.

Può dipendere:

  • da un sostantivo indicante quantità  Il prof ci ha dato una sfilza di compiti.
  • da un numerale  Due di loro hanno scelto di andare al liceo classico.
  • da un aggettivo di grado superlativo relativo  La più brava fra le pallavoliste della scuola ha passato le selezioni provinciali.
  • da un pronome interrogativo  Chi di voi ha preso la sufficienza?
  • da un pronome indefinito  Eppure qualcuno di voi la sufficienza l’ha presa…
  • da un avverbio di quantità  Concedimi poco del tuo tempo.
  • da un verbo  Anche noi siamo state selezionate fra le tante pallavoliste.

Il complemento di denominazione

C’è un gran castello nella contea di Camelot

  • Definizione: il complemento di denominazione precisa con un nome specifico, di solito un nome proprio, il nome comune che lo precede.
  • Risponde alla domanda: di quale nome?
  • È introdotto dalla preposizione di.

In genere precisa:

  • un nome comune geografico (città, isola, contea, comune, ecc.) ⇒ L’isola di Alicudi; il comune di Stresa; la città di New York
  • un nome comune generico (nome, cognome, soprannome, titolo, pseudonimo, ecc.) ⇒ Charles Chaplin è noto a tutti con lo pseudonimo di Charlot;
  • i nomi mese e giorno ⇒ Il mese di agosto; il giorno di lunedì

Il complemento di termine

Woody telefona allo psicanalista.

  • Definizione: il complemento di termine indica la persona, l’animale o la cosa verso cui va a terminare l’azione espressa dal predicato.
  • Risponde alle domande: a chi? a che cosa?
  • È introdotto dalla preposizione a, semplice o articolata, tranne quando è costituito dai pronomi personali atoni:
    • mi ⇒ a me
    • ti ⇒ a te
    • gli ⇒ a lui
    • le ⇒ a lei
    • si ⇒ a sé
    • ci ⇒ a noi
    • vi ⇒ a voi
    • loro ⇒ a loro

Può dipendere:

  • da verbi transitivi come pensare, rivolgersi, scrivere… ⇒ Francesco pensa sempre alla sua Laura.
  • da verbi intransitivi, di cui costituisce il complemento necessario, come appartenere, aderire, nuocere, sorridere, badare… ⇒ La carta da parati deve aderire perfettamente alla parete.
  • da aggettivi come utile, inutile, nocivo, simile, identico, grato, ostile, comune, incline… ⇒ Il giaguaro è un felino molto simile al leopardo.
  • da nomi derivati da uno degli aggettivi elencati ⇒ Abbiamo mostrato la nostra gratitudine agli amici.

Il complemento d’agente e di causa efficiente

Lorella è la più amata dagli italiani.

  • Definizione: il complemento d’agente indica la persona o l’animale da cui è compiuta l’azione espressa dal verbo di forma passiva. Quando l’azione è compiuta da un essere inanimato, si ha il complemento di causa efficiente. Quindi,
  • il complemento d’agente risponde alla domanda: da chi?
  • il complemento di causa efficiente risponde alla domanda: da che cosa?
  • Entrambi sono introdotti dalla preposizione da, semplice o articolata.

Complemento d’agente e complemento di causa efficiente dipendono:

  • da verbi di forma passiva ⇒ Federico è stato invitato da Tiziana; la quercia fu colpita da un filmine; Polifemo fu accecato da Ulisse.
  • da verbi al participio passato ⇒ musica scritta da Mozartstregati dalla luna; compresa da tutti; vinto dall’ira; elaborato dal computer